Asinara. Come visitarla

Asinara

L’Asinara è un’isola sarda particolarissima, che si trova a Nord della Sardegna, sopra Stintino. La sua storia è divisa a metà fra il suo triste trascorso e la nuova realtà che alla fine degli anni 90 l’ha resa Parco Nazionale e Area marina protetta. La sua estensione è molto più vasta di quel che possa sembrare, è percorsa da circa 25 km di strada asfaltata, che però non copre tutta la superficie dell’isola.

In questo articolo ti racconterò parte della sua storia e come è possibile organizzarsi per visitare questa magnifica terra. Ho avuto occasione di farlo nell’estate del 2022 e me ne sono innamorata.

La triste storia dell’Asinara

L’isola, essendo in una posizione di passaggio, seppur piccolina è sempre stata molto frequentata nel corso della storia. Esistono evidenze del passaggio dei fenici, degli antichi greci e i romani.

Nel Medioevo l’Asinara fu abitata dai monaci camaldolesi e sottoposta ad incursioni piratesche. Nel corso del tempo la situazione si assesta e dopo vari tentativi di conquista, diviene la terra di molti pastori e pescatori sardi e liguri, che la abitarono fino al 1800.

Successivamente, nel 1885, Re Umberto I espropriò l’isola, che venne sgomberata ed ai suoi abitanti fu offerto di individuare una nuova terra dove trasferirsi, scelsero Stintino. Una lingua di terra nell’estremo Nord Ovest della Sardegna a due passi dall’Asinara e da dove oggi partono i traghetti per raggiungerla.

Nel corso del secolo 900 l’isola conosce alcuni dei capitoli più tristi della sua storia. Fu infatti realizzato un campo di concentramento per soldati serbi ed austro ungarici, a cui è dedicato un ossario dove molti di loro sono sepolti.

Un’altra pagina molto triste dell’isola è stata il suo ruolo come stazione di quarantena sanitaria, per isolare ammalati di tubercolosi. Infine l’Asinara è stata a partire dal 1885 una colonia penale agricola e carcere di massima sicurezza, con regime 41 bis fino al 1998.

Carcere Asinara

All’Asinara fu costruito per il 41 bis anche un bunker dove è stato recluso il famigerato boss mafioso Totò Riina. L’isola è stata denominata una seconda Alcatraz, da qui infatti riuscì ad evadere un solo detenuto in tutti i suoi 112 anni di attività. Si trattava di Matteo Boe, sequestratore sardo che scappò nel 1986. 

Sull’isola  per ragioni di sicurezza personale, soggiornarono anche i magistrati Giuseppe Falcone e Paolo Borsellino durante la preparazione per il Maxxi processo. 

Parco Nazionale e Area marina protetta

Asinello bianco Asinara

L’isola ritrova la sua identità di paradiso naturale solo nel 1997 quando con la dismissione completa del carcere, viene nominata Parco Nazionale e Area marina protetta. Tuttavia i decreti istitutivi furono emanati solo nel 2002.

Questo riconoscimento è stato importantissimo per preservare l’isola da un tipo di turismo selvaggio e speculazioni. L’intera area dell’isola (di circa 50 km quadrati) è disabitata e sono presenti solo un centro di recupero per le tartarughe marine (il CRAMA), una guardia medica, una piccola azienda/bottega di prodotti biologici Farmasinara, i resti delle strutture carcerarie e due strutture ricettive molto piccoline.

Il centro CRAMA è una sosta che viene garantita da molte delle gite organizzate ed è un’esperienza che consiglierei a tutti, dove potrai trovare l’ospedale delle tartarughe e fare un percorso di educazione ambientale marina molto coinvolgente. Il biglietto d’ingresso nell’estate 2022 era di appena 2 euro a persona.

Crama Asinara

La fauna è selvaggia e l’intervento umano si limita alle condizioni di emergenza, ad esempio per soccorrere animali malati e denutriti. Si incontrano spesso sull’isola i caratteristici asinelli bianchi, albini, asinelli comuni, cavalli selvaggi, mufloni. L’Asinara ospita anche specie di falco rarissime che nidificano sulle spiagge interdette al pubblico. Tantissime le specie di pesci che nuotano nelle acque limitrofe alle coste dell’isola.

Il mare è qualcosa di incredibile, penso di non aver mai nuotato in tutta la mia vita in acque così cristalline. Le poche spiagge presenti sono selvagge e per nulla attrezzate. Alcune di queste come dicevo sono inaccessibili per questioni di conservazione naturale delle rare specie presenti.

Mi ha colpito molto anche la flora, esistono alcuni esemplari unici al mondo che crescono solo sull’isola dell’Asinara. Una di queste è questa pianta grassa giurassica che trattiene acqua incredibilmente direttamente dalle rocce sulle quali prolifera.

Come visitare l’isola dell’Asinara

Jeep Asinara

L’Asinara si può visitare o in autonomia oppure accompagnati dalle guide certificate del Parco Nazionale.

 

Come visitare l’isola dell’Asinara da soli

L’Asinara può essere raggiunta in autonomia con una delle tante motonavi che partono, in estate ogni giorno, dal porto di Stintino. Il biglietto è andata e ritorno ad orari fissi.

Da soli è possibile spostarsi per l’isola che è davvero molto estesa, o affittando le bici al porto, oppure con le macchinine elettriche. Queste macchinine possono essere affittate direttamente sull’isola, ma è importante sottolineare che possono camminare solo sulla strada asfaltata. Le auto hanno due/quattro/sei posti e se ricordo bene, è vietato parcheggiarle per raggiungere le spiagge e chiaramente le aree di riserva integrale. 

Sull’isola ci sono regole molto ferree con sanzioni consistenti in caso di violazione, per questo se si opta per visitare l’Asinara in autonomia, consiglio di prepararsi in anticipo studiando bene i regolamenti. I controlli sono costanti.     

Visitare l’isola accompagnati

L’Asinara, come abbiamo detto, si può visitare o in autonomia oppure accompagnati dalle guide certificate del Parco Nazionale. In questo caso le regole dell’isola vi verranno spiegate dal personale e il rischio di violarle si riduce in modo consistente. Per spostarsi con le guide è possibile:

  • – salire sulle jeep, che possono percorrere lo sterrato e la strada sterrata, quindi raggiungere tutti i punti d’interesse dell’isola
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  • -con il trenino elettrico gommato, ma restando solo sulla strada asfaltata.
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In alternativa si può visitare l’isola via mare, ma le barche non possono attraccare quindi occorrerà tuffarsi per avvicinarsi alla costa e raramente si ha tempo a disposizione per girare l’isola. Questo è il modo migliore per fare il bagno, ma non consente di scoprire l’isola da vicino.

Per queste ragioni personalmente ho preferito (e stra consiglierei) la jeep alla classica gita in barca, che avrebbe nascosto il 50% della natura dell’isola. Magari salirei in barca per una seconda visita all’Asinara.

Ho fatto la visita con Asinara 4×4 che vi consiglio spontaneamente perché mi sono trovata davvero bene con la loro organizzazione e la guida molto preparata, una biologa, è stata sempre disponibile. Abbiamo visitato sia le bellezze naturalistiche con soste nelle spiagge (non accessibili senza jeep), le diramazioni carcerarie e il CRAMA. 

Dove dormire e mangiare all’Asinara

Sull’isola esistono solo due strutture ricettive, un hotel e un ostello, due soluzioni completamente opposte.

L’ostello si chiama SognAsinara.

Mentre l’hotel è La Locanda del Parco, qui c’è anche un ristorante.

Per mangiare troverete un piccolo bar al momento dello sbarco e un secondo vicino alle strutture ricettive, ma le soste non sono sempre garantite e agevoli, inoltre come è facile immaginare i prezzi non sono bassi. Per questo per fare una gita in giornata, consiglio vivamente di portare cibo da sè.