Pacentro

Pacentro porta

Pacentro (AQ) è il paese di origine di Louise Veronica Ciccone, “E chi è?” ti starai chiedendo mentre leggi. Si tratta dell’iconica cantante statunitense Madonna. Silvio Anthony Ciccone, suo padre, è figlio di immigrati abruzzesi che sono emigrati da questo bellissimo borgo, nel 1919 per sbarcare negli USA.

In questo articolo voglio portarti a conoscere Pacentro sotto tutte le sue sfaccettature, perché è uno dei borghi abruzzesi più belli che abbia mai visitato. Si trova nel cuore del Parco Nazionale della Majella e nasce durante l’incastellamento longobardo. I suoi feudatari, i Caldora, difesero strenuamente questo borgo dall’attacco degli Aragonesi, ceduto dopo il 1491 agli Orsini e poi ai Colonna, dopo ancora ai Barberini. Tuttora Pacentro è amatissimo dai suoi abitanti, che lo rendono un paese super curato e vivo, con numerose iniziative che animano le vie del borgo un po’ tutto l’anno.

Cosa vedere a Pacentro

Pacentro sorge a quota 718 metri e nei boschi che lo circondano si possono trovare tantissimi faggi, querce secolari, pinete, macchie di lecci, aceri e carpini. Ma oltre alle ricchezze naturalistiche, Pacentro è un borgo dove sono concentrate piccole e grandi attrazioni, che lo rendono una vera chicca. Fra le tappe che consiglio di visitare appena ci si addentra nel paese:

  • – La porta dell’associazione storica pacentrana, ricca di stemmi nobiliari colorati che testimoniano fin da subito l’importanza che ha avuto questo borgo nel passato. La puoi vedere nella prima foto.
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Piazza del popolo e la sua fontana centrale, davvero d’impatto. Sono realizzate in pietra bianca della Majella, una materie prime che alimenta e caratterizza le eccellenze artigianali della zona.
Piazza di Pacentro
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  • – La casa di Marlurite o Marloreta, visitabile gratuitamente. Si tratta della ricostruzione dell’abitazione di Maria Loreta Pacella, classe 1890. Marlurita era nota come curatrice del paese, per via delle sue abilità e conoscenze nella rimozione del malocchio. Si diceva fosse anche molto brava a curare il mal di denti con l’impiego di oggetti metallici e frasi magiche. Visse in questa casa fino al 1978 con la sua famiglia d’origine. I suoi fratelli ad un certo punto lasciarono la casa ed emigrarono, successivamente la morte della sorella e dei suoi genitori, rimase così sola per diversi anni. Tuttavia in casa spesso accoglieva le donne del paese per scambiare qualche parola davanti al fuoco ed era amata da molti paesani.
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  • L’abitazione si presenta come molto povera, con due ambienti che sono stati lasciati allo stato originale della sua presenza. Senza acqua e senza corrente, o meglio con corrente limitatoria, ossia con una potenza di illuminazione di appena poche candele accese. La casa è una fotografia intima e tridimensionale del passato. Questo progetto  è stato voluto e curato da Pasquale Di Ianni e Gianfranco Colarossi. 
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  • Appena si entra dalla porticina si accede allo stanzone principale con il paiolo e il simpatico cartonato di Marlurita, che osserva sorridente gli avventori. La tavola confina con la parete della camera da letto (senza una porta), dove dormiva anche il bestiame. L’asino, qui in particolare, era utilizzato – nonostante il cattivo odore – per riscaldarsi nelle gelide serate invernali. Sotto il letto Marlurite teneva già pronta una cassa da morto, in previsione dell’evento. 
Pacentro Marlurita
  • – A Pacentro c’è anche la Zipline Majella, la più lunga della regione, 1 km su cui salire ad un altezza che varia fra i 750 e i 630 mt. Si tratta di una delle esperienze adrenaliniche più amate. 
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  • – Salendo per le vie del paese verso la parte alta, si può passare da “I Canaje” antico lavatoio. Datato 1914 è stato per tantissimi anni il luogo di ritrovo per tutte le donne di Pacentro.
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  • – Infine salendo in cima si può finalmente scorgere il Castello imponente che domina su Pacentro, il Castello Cantelmo Caldora, probabilmente il più antico d’Abruzzo. Sarebbe stato costruito fra la fine del 1300 e l’inizio del 1400 come parte di un complesso sistema di fortificazioni per la difesa del territorio.  Il castello ha una base a forma di trapezio e conserva 3 torri medioevali perfettamente intatte, su cui salire per ammirare un panorama senza eguali. Le torri si chiamano: la Torre del Re, la Torre dell’Assedio e la Torre Fantasma. L’ultima è così soprannominata per la leggenda del barone Roberto De Luczinano. Si narra che il barone fece appendere nella torre il ritratto di sua moglie Margherita, la quale si gettò giù proprio da lì, disperata per aver appreso la falsa notizia della morte del marito. Una storia che fa molto Romeo e Giulietta.
Castello Cantelmo Caldora

Nel castello si può entrare con un biglietto di 2 euro. All’interno si può girare liberamente visitando la sala principale, addobbata con lo Stemmario, l’albero genealogico delle famiglie che si sono succedute nella fortezza ed i racconti di alcune leggende.

Gli eventi da seguire a Pacentro

Questo borgo durante tutto l’anno è teatro di tantissimi eventi tradizionali, legati al proprio glorioso passato medioevale e non solo.

– Il primo evento a cui ti consiglio di assistere si chiama “I Caldoreschi“, una rievocazione storica del 1450 con un corteo, arruolamenti, duelli fra cavalieri, un matrimonio medioevale e la caccia alle streghe. La manifestazione si tiene ogni anno, la settimana dopo Ferragosto, nella splendida cornice del castello Cantelmo Caldora.

– Sempre ad agosto c’è la Sagra della Polta, un gustoso piatto contadino a base di verdure bollite e ripassate in padella con aglio, olio e peperoncino.

Castello di Pacentro
  • – La prima domenica di settembre poi c’è da tenere sott’occhio la Corsa degli Zingari. Durante questo evento paesani e turisti si uniscono in una gara di corsa a piedi nudi. Caratteristico è il fatto che i corridori indossino un fazzoletto fra i denti per aiutarsi a resistere al dolore delle ferite provocate da rovi e pietre che incontrano, essendo scalzi a contatto diretto sul terreno. Il termine zínghere nel dialetto locale indica propriamente chi cammina a piedi nudi. La festa trae origine da miti sia religiosi che pagani, parrebbe risalire ad alcuni riti precristiani, con lo scopo di addivenire alla purificazione delle greggi e preservarle dalle insidie dei lupi e delle altre fiere. Poi sarebbe diventata tipicamente una gara per i debitori che aspiravano a vincere i premi con cui saldare i propri debiti.
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  • – In occasione della Festa di San Carlo Borromeo, il 4 novembre, c’è un evento dedicato alle mongolfiere di carta dipinte. La festa è organizzata mettendo in competizione le varie Confraternite. Si può assistere alla costruzione e al lancio in aria delle mongolfiere, “Lu Pallon”.
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  • – Poi ancora lo Street Boulder Contest, un evento dedicato all’arrampicata nel centro storico ed infine tutti gli eventi natalizi. Fra questi oltre ai mercatini di prodotti tipici, c’è il Presepe vivente, fra i più belli e più grandi di tutta la regione.

I dintorni di Pacentro

Pacentro dista pochi km da Sulmona, la città divenuta famosa per i suoi confetti, su cui puoi leggere un articolo dettagliato in questo blog.

Attrazioni di interesse nelle vicinanze sono anche la maestosa Abbazia del S. Spirito a Morrone e l’omonimo eremo.